Chianti: da turisti a cittadini, filiera corta e mobilità sostenibile, abitanti e turisti uniti da un patto di cittadinanza


Diventa anche tu cittadino delle Terre di Siena

Filiera corta e mobilità sostenibile, abitanti e turisti uniti da un patto di cittadinanza, alberghi e agriturismi impegnati per la qualità ambientale e sociale. A Siena e dintorni si scommette sul turismo sostenibile per mantenere gli equilibri e tenere viva l’anima dei luoghi

Per avere la cittadinanza senese basta essere turisti responsabili. Da un anno, da quando cioè il Consorzio Terre di Siena ha lanciato il progetto “Ospiti di valore”, si possono visitare la città toscana e i suoi dintorni con in tasca la “Carta d’identità di cittadino delle Terre di Siena”. Non la solita card che dà diritto a sconti e accorcia le file alle biglietterie dei musei, ma un documento che è prima di tutto un patto tra comunità ospitanti e turisti. Una condivisione di valori, un contratto simbolico per uno scopo comune: proteggere e mantenere gli equilibri unici e fragili del paesaggio naturale, culturale e sociale, l’arte, i monumenti, le tradizioni e lo stile di vita di questi territori famosi in tutto il mondo, ma sempre a rischio di essere travolti dal loro stesso successo. E soprattutto da un turismo invadente e invasivo. Il patto, con diritti e doveri delle due parti, si trova sul sito di “Ospiti di valore” e può essere sottoscritto direttamente online, o in una delle strutture ricettive che fanno parte del circuito

Sì perché anche gli operatori turistici sono stati invitati a fare la loro parte e tra la Val d’Orcia, la Val d’Arbia, la Val di Chiana e il Chianti senese, le terre dei vini di Montalcino e Montepulciano, le zone termali di Chianciano, Bagno Vignoni e San Casciano de’ Bagni, i borghi montani dell’Amiata, sono una sessantina gli alberghi, agriturismi, bed & breakfast e ristoranti che hanno aderito a un disciplinare di qualità ambientale e sociale. La tipologia delle strutture è spesso piuttosto lussuosa - e i prezzi conseguenti - ma scorrendo l’elenco sul sito si possono trovare offerte per tutte le tasche, con la garanzia di scegliere gestori impegnati nel contenimento dei consumi di acqua ed energia, nella riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata, pronti a condividere la loro conoscenza dei valori, le tradizioni, le attività del territorio, attenti a usare prodotti locali nell’arredamento e a servirli a tavola.

Il piatto e il bicchiere a chilometri zero da queste parti sono qualcosa di naturale, quasi inevitabile: dai vini e gli olii Doc e Dop, al pecorino di Pienza, alle carni e salumi di Chianina, alle molte coltivazioni locali, spesso biologiche, il gusto e la qualità fanno parte del DNA del territorio e sono una delle ragioni del suo successo turistico, da sempre. Ma da qualche mese, complice anche la crisi, la filiera corta è diventata un impegno preciso per un’offerta turistica integrata e sostenibile che diffonda sul territorio il valore anche economico dell’ospitalità. Il progetto pilota, partito dall’Amiata e dalla Val d’Orcia, coinvolge aziende agricole e artigiani in un circuito che facilita gli acquisti diretti sia da parte delle strutture ricettive che dei loro ospiti, e punta ad allargarsi presto a tutta la zona.

Visitare i produttori e acquistare direttamente da loro diventa così l’ultima, oltre che la più antica, delle esperienze che le Terre di Siena propongono ai visitatori, insieme alle tante altre già pensate per promuovere un turismo consapevole, pulito e lento. Si va dagli itinerari in bicicletta, a piedi e a cavallo, a quelli della cultura e dell’arte. Alla singolare proposta del “Treno Natura” che nelle domeniche da marzo a novembre percorre l’anello ferroviario dismesso tra Siena e Monte Antico con littorine d’epoca o macchine a vapore, offrendo lo spettacolo dei paesaggi che scorrono dal finestrino, verso mete spesso animate da sagre, feste e mercatini.

FONTE: www.ermes.net

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