Lehman Brothers, ''si rischia un altro 1929''


''C'è stata una torre di babele dell'indebitamento''

L'analista Pierluigi Paoletti lancia l'allarme: ''Siamo davanti ad una crisi di sistema. E' non è una crisi passeggera ma strutturale''. L'economista Antonino Galloni: ''Serviranno modelli economici alternativi a quello attuale per evitare il coinvolgimento diretto delle attività produttive''. In Borsa crollano AIG e Goldman Sachs.

Roma, 16 set. (Adnkronos) - “Siamo davanti ad una crisi di sistema. E' non è una crisi passeggera ma strutturale. Se il sistema finanziario e monetario non fa dei correttivi, livellando la curva del debito, potremmo ritrovarci presto in una crisi tipo quella del '29”. A sostenerlo in merito al fallimento della Lehman Brothers è l'analista finanziario indipendente Pierluigi Paoletti, esperto di politica monetaria che in più occasioni ha lanciato l'allarme sulle speculazioni dell'economia cosiddetta 'virtuale'.

Per Paoletti, presidente anche di 'Arcipelago Scec' associazione che promuove la moneta complementare, "il sistema monetario ha dato luogo ad una torre di babele dell'indebitamento, senza regole, all'interno della quale si preferisce curare il drogato con nuove iniezioni di droga, senza considerare il rischio di overdose. La metafora - osserva Paoletti - è lineare con ciò che è accaduto lo scorso anno con la crisi dei subprime e adesso col crac di uno dei colossi finanziari più grandi al mondo".

"Il debito mondiale - aggiunge - di privati e stati, che dagli '80 ha avuto un andamento esponenziale, è diventato talmente imponente da assorbire gran parte delle risorse. Per questo è diventato insostenibile, è lo è tanto più con le immissioni di liquidità da parte delle banche centrali, che dal 2001 stanno inondando i mercati di denaro, con l'obiettivo di rimandare l'esito scontato, ossia tenere in vita un sistema ormai terminale''.

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