Enzo Biagi

Il 18 aprile 2002 San Berlusconi dichiarava da Sofia che la Rai sarebbe ritornata libera da ogni odore.
Però, una volta in patria, si adoperava per ipnotizzare con essenze strane Biagi, Santoro e Lutazzi.
Motivo? L’aroma giornalistico aveva un fragranza troppo diverso da E. Fede.
In quell’anno Biagi conduceva “Il Fatto”.
La nazione era pervasa da un vecchio profumo “Le regime”.
Il direttore Rai, Del Noce, stordito dalla scia del potente profumo, richiama Biagi e lo accusa di avere pochi ascolti.
In breve “il fatto” fu sostituito da un programma comico, ideale per gli insetti rosa del Perù.
Palleggiato tra Rai1 e Rai3 il giornalista attende.
Il 23 settembre, suo malgrado, è liquidato definitivamente da Secca e dalla Rai.
Il leghista Veneziani, completamente imbevuto da “Le regime” dichiara indignato che Biagi, ha dissanguato l’azienda con la sua liquidazione, e non doveva lamentarsi di nulla.
Pero! Come dire lascia il tuo TFR all’azienda Rai.
In verità il sig. giornalista non amava il profumo nell’aria, perché gli impediva di lavorare liberamente.
Questo suo disagio non interessava a nessuno, e le sue rimostranze furono ignorate.
Ne ha viste tante il sig. giornalista di facce girate, porte chiuse, e occhi abbassati quando difendeva il uso lavoro e la libertà di “profumazione”.
Eppure, trascorso il tempo, gli stessi si stanno preparando a scrivere e dire di lui grandi cose, senza vergogna.
Il suo desiderio di aria pulita sarà esaltato e preso ad esempio, e per l’occasione una logora aulenza sarà diffusa nell’atmosfera “Hypocrisie”.

Sabina Barca

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